Il Manhattan: L'atmosfera di New York a portata di un sorso
- Ferdinando Dagostino

- 18 ago 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Cosa hanno in comune l'imbrunire della sera abbracciati da skyline neworkesi e il caldo avvolgente di un gustoso malto invecchiato in botti di rovere?
La prima risposta che sovviene è: il gusto dell'abbraccio (per l'appunto)
Seppur risposta facile, quello è in realtà effetto e non causa. Questa ultima risiede in cosa abbiamo trovato nel bicchiere che sorseggiavamo all'imbrunire di quella sera.
Un nome che funge anche da onomatopeica di un cocktail che non solo ha fatto storia, ma rappresenta anche uno status.
Signori, benvenuti "nel" Manhattan.

Siamo consapevoli che questa sia una digressione grammaticale sbagliata, ma tutto trova la sua giusta collocazione, quando il primo sorso di questo cocktail incontra il palato.
Esatto. Che sia il vetro sfaccettato e diamantato di un bicchiere o che siano i palazzi vetrati e splendenti della street americana, il Manhattan consegna la nostra immaginazione ad ambienti e ad atmosfere esclusive.
In quanto cocktail tra i più famosi tra quelli a base di whisky, il Manhattan trova la sua migliore collocazione servito come aperitivo. Non a caso, verrebbe da dire. Difatti la sua perfetta scenografia è quella sceneggiatura scritta e disegnata dal fine giornata feriale.
Dopo una giornata stressante, colma di parole e rumori, seduti al tavolo del proprio bar preferito, il Manhattan ci culla verso i pensieri e i bilanci della nostra esistenza quotidiana.
Per questo momento di meditazione metropolitana, dobbiamo essere grati a Iain Marshall, un barman del Manhattan Club di New York (da cui prende appunto il nome), che avrebbe preparato il famoso cocktail per la prima volta nel 1874.
Mamma storia racconta che il successo di questo cocktail sia dovuto proprio dal committente per il quale il barman sopra citato preparò la bevanda. Niente meno che Lady Randolph, la madre di Winston Churchill, la quale in onore di Samuel Tildon - candidato alle presidenziali-aveva organizzato un banchetto speciale. Per questa occasione aveva richiesto drink nuovi e particolari per fare colpo sugli ospiti. Ed è proprio in questa occasione che fa la sua comparsa il Manhattan.
Preparazione del Manhattan
Cocktail ufficiale IBA, il Manhattan è stato inserito nella lista dei sei cocktail fondamentali all'interno del libro The Fine Art of Mixing Drinks, scritto da David A. Embury nel 1948.
Le proporzioni di whisky e vermut variano dal dolce (con una proporzione di 1:1) al secco (con una proporzione di 4:1). Eppure la ricetta originale vuole una proporzione di 2:1 con l'utilizzo esclusivo di Rye Whiskey (una variante di quello statunitense). Le varianti negli anni, hanno visto anche l'applicazione di rye whiskey canadese oppure di bourbon.



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