Il Margarita: La perla del Messico
- Ferdinando Dagostino

- 18 ago 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Chi di noi non ha immaginato almeno una volta di essere sdraiato su una sedia di tela comoda, davanti a una porzione di oceano?
E guardando il mare, sollazzato dal vento del Pacifico, magari si è immaginato di ordinare con uno schiocco di dita, un cocktail a un servizievole cameriere in camicia sgargiante e dal tema floreale.
In questa scenografica molto evocativa, tra film di spie fuggiasche e finali di storie rocambolesche, quasi sicuramente in quel calice c'è proprio un fresco Margarita.
Il Margarita: Il cocktail messicano più famoso al mondo
Appartenente alla categoria dei sour, la squisitezza a base di Tequila è famosa per la sua freschezza e personalità prepotentemente estiva.
Questo cocktail è considerato da molti una vera perla in calice.
Riferimento non casuale, visto anche il fatto che la parola Margarita, in latino, significa proprio PERLA; nonostante è più comunemente conosciuta per la traduzione spagnola margherita.

Nonostante il suo grado alcolico non sia proprio per tutti i palati, la sua freschezza e l'aroma fruttato, consente al cocktail una consumo che di norma lo consegna alla definizione di cocktail pre-dinner.
William Grimes, autore di Straight Up or On the Rocks: The Story of the American Cocktail, riporta come molte persone affermino di aver bevuto un Margarita in Messico già negli anni trenta. Testimonianze che collocherebbero la nascita del cocktail già prima degli anni '40.
Chi ha inventato il Margarita?
Questa informazione non è ancora chiara e la domanda vanta ancora oggi molti contendenti e risposte contrastanti.
Tra i più accreditati:
Daniel Negrete (1936)
Carlos Herrera (1947)
Margarat Sames (1948)
Come si serve?
Le porzioni del Margarita sono:
2:1:1 (50% tequila - 25% triple sec - 25% lime fresco o succo di limone)
3:2:1 (50% tequila - 33% triple sec - 17% lime fresco o succo di limone)
3:1:1 (60% tequila - 20% triple sec - 20% lime fresco o succo di limone)
1:1:1 (50% tequila - 33% triple sec - 33% lime fresco o succo di limone)
Lo standard definito dalla IBA è invece
7:4:3 (50% tequila - 25,5% triple sec - 21,5% lime fresco o succo di limone)
Servito di norma schekerato con ghiaccio, on the roks e nella versione più moderna "Frozen Margarita".
Anche se persda negli anni, la ricetta originale vuole sia servito con sal sul bordo del bicchiere (Crusta)
Varianti alla frutta
Grazie alla sua natura agrumata, il Margarita si presta a versioni più fruttate, anche se non riconosciute dai bar tender più fedeli all'originale.



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